Titolo Proprio: Apode con tafano
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 699
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F32(APODE)
Datazione Stimata: 1600
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 17,3 x 12
Tag: uccello , tabano , becco , piedi

Aldrovandi spiega che, sebbene gli apodi fossero comunemente chiamati rondini in quasi ogni parte del mondo, i più autorevoli maestri dell’antichità, ovvero Aristotele e Plinio il Vecchio, non li annoveravano tra questa specie. Entrambi li descrivono infatti come animali simili alle rondini; Aristotele afferma addirittura che se ne distinguono soltanto per le zampe pelose e per le dimensioni leggermente maggiori.
Il nome “apode” (“senza piedi”), attribuito proprio da Aristotele, deriva dalla straordinaria piccolezza delle zampe, il cui utilizzo risultava quasi nullo. Per questo motivo tali uccelli non stavano mai eretti né si posavano sugli alberi; se cadevano a terra, non erano in grado di rialzarsi. Trascorrevano dunque quasi tutta la loro vita in volo, riposando soltanto nel nido o in qualche foro.
La Natura, tuttavia, aveva compensato la ridotta funzionalità dei piedi con una grande velocità. Anche l’apertura del becco era eccezionalmente ampia, tanto da permettere all’animale di inghiottire interi scarafaggi e cervi volanti, in quanto insettivoro. Nella xilografia l’uccello è infatti raffigurato accanto a un tafano.
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